Bologna: sportello “Sport e disabilità”, un modello da replicare

È un sogno che si sta realizzando quello della presidente del Cip Emilia-Romagna, Melissa Milani: dare la possibilità a tutte, tutte le persone di fare sport e movimento. Se il suo impegno più diretto e quotidiano è dentro le scuole come insegnante, ora l’azione si sta allargando grazie alla collaborazione tra il Comitato paralimpico e l’Azienda Usl di Bologna, che ha portato a creare il primo sportello “Sport e disabilità” all’interno di una struttura sanitaria. È quello istituito presso la Casa dei risvegli Luca De Nigris all’ospedale Bellaria: un servizio gratuito, unico a livello nazionale, in cui un operatore del Cip, Giuseppe Parrinello, orienta e accompagna la persona con disabilità alla pratica della disciplina sportiva che maggiormente soddisfi i suoi desideri e sia in linea con le sue potenzialità. “È un orgoglio che lo sportello sia nato proprio nella mia città e nella mia regione”, ha detto la presidente Milani nel corso della conferenza stampa in cui sono stati presentati i risultati raggiunti in un anno di attività.

Grazie allo sportello, fino a oggi 40 persone con disabilità hanno intrapreso un’attività sportiva adattata presso una (o anche più di una) delle 44 società accoglienti del territorio, che coprono un ventaglio di 23 diverse discipline, dall’arrampicata al tiro al volo, dall’atletica alla canoa, dall’hockey alla pallacanestro e la pallavolo, fino al tai chi chuan e il nuoto, che rappresentano i due sport più gettonati. Persone che nello sport hanno trovato uno strumento di socializzazione, benessere, autonomia e anche di autorealizzazione, come testimonia la storia di Matteo Addesso, passato in soli 10 mesi di pratica sportiva a conquistare un bronzo agli Europei di scherma paralimpica.

“Matteo rappresenta la classica ciliegina sulla torta, ma il nostro obiettivo non è cercare campioni, è offrire un servizio per intercettare almeno una parte di quel 5% della popolazione che ha una disabilità”, aggiunge Melissa Milani, che sottolinea con soddisfazione come l’esperienza bolognese stia suscitando  l’interesse anche dei Comitati paralimpici delle altre regioni. Ma i motivi di soddisfazione non finiscono qui. Lo sportello della Casa dei risvegli sarà infatti in primo di una serie che l’Azienda Usl di Bologna sta per aprire.

“Diffonderemo il modello della Casa dei risvegli in tutte le nostre Case della salute, che vogliamo rendere non solo luoghi dove si erogano prestazioni sanitarie, ma luoghi aperti alla comunità, in cui creare sinergie tra il pubblico e le esperienze che ci sono sul territorio”, spiega il direttore generale dell’Azienda Usl di Bologna, Chiara Gibertoni. La volontà dell’Azienda sanitaria è chiara e trova ragione anche nel piano regionale della prevenzione, che ha tra i suoi obiettivi proprio la crescita della prescrizione di attività sportiva per le persone con disabilità. I motivi? Li chiarisce il dottor Roberto Piperno, direttore di Medicina riabilitativa dell’Azienda Usl di Bologna: “Lo sport ha numerose ricadute sulla salute, e tutte estremamente importanti. La prima, la più ovvia, è un benessere psicologico legate al fatto di uscire dall’isolamento del proprio piccolo gruppo familiare e mettersi in relazione con gli altri: questo aumenta l’autostima e la sicurezza di sé, e addirittura riduce il consumo di prestazioni sanitarie, dal momento che la pratica sportiva può limitare i casi di depressione. Lo sport inoltre fa bene perché aiuta l’organismo nel suo miglior funzionamento cardiocircolatorio e, infine, nel caso delle persone con disabilità, perché porta a un miglioramento delle funzioni motorie, consolidando i risultati ottenuti con la riabilitazione e, in qualche caso, addirittura espandendoli ad altre attività, magari inaspettate”.