“Il tennistavolo mi ha cambiato la vita”

A soli 16 anni Carlotta Ragazzini è una delle promesse del pongismo paralimpico azzurro. Nata a Faenza (Ravenna), ha già vinto medaglie ai Campionati europei giovanili e ai Campionati Italiani. E pensare che il suo approccio al tennistavolo è nato per caso, inseguendo il suono di una pallina mentre era ricoverata all’istituto di Montecatone per un periodo di riabilitazione a seguito di un intervento di stabilizzazione alla colonna vertebrale.

“Una sera, per puro caso, ho sentito il rumore di palline da ping pong provenire dallo spazio dedicato dalla struttura alle attività ludico-ricreative. Incuriosita, sono salita e ho trovato Vincenzo Andalò e Davide Scazzieri che stavano insegnando ad altri pazienti ed ex-pazienti la pratica del tennistavolo”, racconta in un’intervista pubblicata sul sito della Fitet (Federazione italiana tennistavolo).

È stata quella sera che, per la prima volta, Carlotta ha preso in mano una racchetta. “In un momento della mia vita non felice ho avuto l’occasione di trovare una passione che mi sta cambiando la vita, senza dubbio in meglio”. Grazie al suo talento e al sostegno della società “Lo sport è vita”, il passo all’agonismo è stato breve. Mentre era ancora a Montecatone, ha fatto infatti colpo sull’allenatore della Nazionale paralimpica di tennistavolo, Alessandro Arcigli, invitato da Scazzieri proprio per vederla giocare. Di lì a poco, i suoi primi Campionati italiani dove ha iniziato a prendere confidenza con gli altri atleti.

“Ho trovato fin dal primo momento un ambiente accogliente, mi sono sentita subito a mio agio, a prescindere dall’età e dalla disabilità. In quel momento ho iniziato a capire che forse il tennistavolo avrebbe potuto essere davvero la mia passione, anche se la piena consapevolezza l’ho acquisita col tempo”. Dimessa dall’istituto di riabilitazione, ha continuato ad allenarsi con “Lo sport è vita” e a partecipare a tornei italiani e internazionali.

“Quello che è successo a me, cioè scoprire la mia passione, seppur in un luogo, un momento e un modo totalmente inaspettato, può accadere a tutti. Trovare uno sport o una passione per sentirsi realizzato, a prescindere dalla propria disabilità, è qualcosa che auguro a tutti. È molto difficile conciliare tutti gli impegni, ma le soddisfazioni che stanno cominciando ad arrivare mi rendono molto felice, perciò sono molto motivata e non ho alcun timore nell’affrontare le difficoltà. Questa esperienza mi sta trasmettendo molti stimoli, che non avrei mai immaginato”.

Fonte: Fitet.org