Emilia-Romagna, dalla Regione 30 milioni per gli impianti sportivi

Palazzetti, campi da gioco, palestre e piscine, da realizzare o da ristrutturare. La Giunta della Regione Emilia-Romagna ha deliberato un investimento di 30 milioni di euro, destinati a salire a 35, per il rinnovamento del patrimonio impiantistico sportivo: 120 i Comuni coinvolti da Piacenza a Rimini, per altrettanti interventi destinati anche a migliorare l’accessibilità degli impianti.

I 120 progetti riconosciti ammissibili tra le 175 domande di finanziamento arrivate a seguito di un bando regionale, sono distribuiti in tutti i territori: 12 nella provincia di Piacenza, con un contributo massimo complessivo della Regione che sarà di 2,8 milioni di euro; 18 in quella di Parma, per un investimento regionale fino a 4,4 milioni; 19 in quella di Reggio Emilia per 4,9 milioni; 14 in quella di Modena per 4,7 milioni; 21 in quella di Bologna per 5,6 milioni; 7 sia in quella di Ferrara (investimento da 2,6 milioni) sia in quella di Ravenna (2,4 milioni); 10 in quella di Forlì-Cesena per 3,2 milioni e 12 in quella di Rimini per 3,5 milioni.

“Si tratta davvero di un intervento imponente, collettivo, che vede protagonista l’intero territorio regionale grazie al quale, iniziando ora e nei prossimi mesi, in tantissimi Comuni e in ogni provincia, l’Emilia-Romagna vedrà nascere nuovi impianti sportivi e ristrutturare quelli esistenti, per spazi migliori, più belli e sicuri dove fare sport e attività motorie”, dice il presidente della Regione, Stefano Bonaccini. Impianti dove tutti “giovani, adulti e anziani potranno praticare discipline sportive o frequentare corsi e iniziative che vedono ogni giorno centinaia e centinaia di società, associazioni e volontari portare avanti un lavoro prezioso”.

“Abbiamo creduto nello sport fin dal primo giorno della legislatura, approvando la prima legge regionale, che parte dalla collaborazione con le scuole fino ai grandi eventi sportivi, strumento di attrazione turistica e valorizzazione dei territori, moltiplicando i fondi per il settore, collaborando con federazioni, società, operatori ed enti locali”, conclude Bonaccini.

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