Famiglia, scuola, sport: la storia di Mr. Be Free diventa un libro

È diventata anche un libro la storia di Luca Gardella, il giovane con sindrome della X fragile, a cui lo scorso anno i compagni di scuola dell’Istituto tecnico Salvemini di Casalecchio di Reno (Bologna) avevano dedicato “Mr. Be Free”, un video rap che fece il giro di Italia. Ora arriva il libro, scritto da sua mamma Stefania Nanni, anzi della sua “fata madrina”, come la chiama lui, e della sua “principessa giapponese”, l’insegnante di sostegno e vicepreside del Salvemini, Maria Ghiddi.

Il libro, edito da Longanesi, si intitola “Come quando la piscina dorme”, una delle frasi ricorrenti che Luca dice ogni volta che esce dall’acqua, una delle poche che la malattia gli permette di pronunciare. Luca ne ha fatto di strada dalla sua nascita, grazie all’aiuto della famiglia e della scuola. Ma all’epoca della diagnosi nessuno avrebbe scommesso su di lui, che sembrava chiuso in un mondo irraggiungibile. Solo la mamma si è rifiutata di arrendersi al pregiudizio e a chi avrebbe voluto contenerlo in aule speciali, lontano dagli altri. E poi è arrivata Maria Ghiddi, che a scuola ha sempre creduto nel potere del confronto con ciò che non ci somiglia.

È così che Luca si è trasformato da bambino chiuso, ipercinetico e a volte aggressivo, in un ragazzo solare, portatore di una ventata di surreale allegria nella vita di chi lo incontra, beniamino della sua scuola e infine star del web. Anche lo sport ha fatto la sua parte. Luca oggi ha 22 anni, frequenta il centro diurno e al Salvemini ci torna, ma questa volta per fare arrampicata sportiva in palestra con Maria Letizia Grasso.

“Oggi senza Luca non sarei diventata la persona che sono – ha detto la mamma al Corriere di Bologna –. Abbiamo dovuto chiedere l’aiuto di tante persone e così abbiamo provato quello che ha provato lui che per essere se stesso ha avuto bisogno degli altri”. “La disabilità è qualcosa che non c’è, ma è lo strumento che permette di andare a cercare qualcosa che c’è. È un’inferriata da superare per scoprire cosa c’è dietro. E dietro c’è la meraviglia”, conclude la professoressa Ghiddi.