Gianni Scotti confermato alla guida del CIP Emilia-Romagna

Gianni Scotti, piacentino, già presidente dal 1999 del Fisd regionale, poi CIP, ma impegnato nell’attività paralimpica sin dalla metà degli anni ’80 prima come atleta e poi come presidente della società sportiva “GS Non vedenti” di Piacenza, è stato confermato ieri alla guida del Comitato italiano paralimpico dell’Emilia-Romagna per il quadriennio 2013-2016.

Oltre alle elezioni del presidente, si è proceduto anche all’elezione dei rappresentanti della Giunta regionale, che è risultata così composta: Consuelo Battistelli (rappresentante degli atleti), Chiara Sergenti (rappresentante dei tecnici), Maria Letizia Grasso (rappresentante delle Discipline sportive paralimpiche) e Loris Antonio Burgio, Fabrizio Lambertini, Antonio Fenu, Vittorio Gnesini, Roberto Realdini (rappresentanti delle Federazioni sportive paralimpiche).

Le elezioni sono state un’occasione per tracciare il bilancio degli ultimi anni: “Ciò per cui l’Emilia-Romagna si è distinta nell’ultimo quadriennio è l’inserimento delle varie discipline nelle Federazioni competenti e l’intensa attività progettuale. Dal Progetto scuola Sport e integrazione, la nostra punta di diamante, fino ai progetti e le attività all’interno dei centri di riabilitazione e unità spinale, ad esempio al centro di riabilitazione di Montecatone, e all’interno del Centro protesi INAIL di Budrio e con l’INAIL Regionale. Grande è stato poi lo sforzo di presenza capillare sul territorio attuato con l’apertura degli sportelli informativi in quasi tutte le sedi provinciali dellINAIL. Infine, sempre grande attenzione è stata rivolta alla divulgazione delle attività paralimpiche, con l’organizzazione delle Giornate nazionali dello sport paralimpico e la partecipazione a fiere e manifestazioni”.

Ma il presidente del CIP pensa soprattutto al futuro: “Credo che il lavoro che ci aspetta sarà impegnativo. Quattro sono i fronti che ci vedranno particolarmente attivi: organizzazione e potenziamento del territorio, rafforzamento dei rapporti politici e istituzionali, un sempre maggiore impegno nella realizzazione di Progetti e manifestazioni promozionali, oltre che nella divulgazione dell’attività paralimpica”.

“Per quanto riguarda il primo punto, pensiamo ad esempio alla costituzione di gruppi di lavoro provinciali con la presenza delle diverse figure impegnate sul territorio, in collaborazione con la Giunta. Un passaggio fondamentale sarà la sensibilizzazione delle società sportive perché attivino un settore paralimpico al loro interno”.

Il potenziamento dei rapporti con le amministrazioni locali è invece al centro del secondo punto programmatico di Scotti: “Partendo dal protocollo siglato con gli assessorati allo Sport e alla Sanità della Regione, coinvolgere anche gli assessorati alla Pubblica istruzione, al Turismo e alle Politiche sociali. Nelle varie province i nostri delegati dovranno seguire la linea politica regionale per collaborare con istituzioni locali, Province, Comuni e Uffici scolastici”.

E infine, le attività progettuali, promozionali e divulgative del Comitato. “Con la preziosa collaborazione delle Federazioni e delle Discipline sportive paralimpiche dobbiamo definire quei progetti finalizzati a portare ragazzi e persone con disabilità all’avviamento di una pratica sportiva con il conseguente inserimento in una società sportiva. Il nuovo progetto scuola ‘Paralympic Sport & Benessere 2.0 che realizziamo nelle scuole secondarie di 1° e 2° grado, prevede già questo percorso, dobbiamo potenziare le collaborazioni con le aziende sanitarie locali. E ancora, la conferma e il rafforzamento dell’attività nei centri di riabilitazione ed unità Spinale, sulla scorta dell’importante lavoro fatto presso il centro di riabilitazione di Montecatone”.

Citando l’importantissimo lavoro svolto con la direzione regionale dellINAIL e le attività in collaborazione con il Centro protesi INAIL, Scotti propone “la sottoscrizione di accordi con le federcooperative per inserire l’attività sportiva all’interno delle numerose cooperative sociali presenti sul nostro territorio”. E ancora, la promozione dell’attività paralimpica tramite l’organizzazione di manifestazioni e il potenziamento dei centri di avviamento allo sport paralimpico (Casp). Infine, un aumentato impegno nella divulgazione, coinvolgendo di nuovo INAIL, INPS, e Università.

“Prendo spunto dai giochi paralimpici di Londra sia per ringraziare tutti gli atleti emiliano-romagnoli che vi hanno partecipato sia per far presente il messaggio che ci hanno inviato – conclude Scotti . In Gran Bretagna la disabilità è veramente considerata normalità. Per arrivare a questi risultati anche nel nostro Paese dobbiamo insistere nel sensibilizzare le società sportive facendo capire loro che lo sport paralimpico non è assistenza al disabile. E il Comitato italiano paralimpico dovrebbe essere il punto di riferimento per tutti i disabili che intendono avvicinarsi alla pratica sportiva”.