In tandem fino a Pechino per raccontare la cecità

La prima sfida nel 2017: Ascoli Piceno-Bologna in tandem, oltre 300 chilometri tra la sua città di nascita e quella adottiva, compiuti in sella dietro un amico. Ora si tenta l’impresa: arrivare fino a Pechino, 16mila chilometri in 8 mesi attraverso 13 Paesi dell’Europa e dell’Asia, per sensibilizzare all’integrazione a colpi di pedalate. Sì, perché Davide Valacchi, 28 anni, una laurea in Psicologia, è ipovedente alla nascita e cieco da quando aveva 9 anni , e per lui la bicicletta vuol dire indipendenza e libertà. “Il nostro viaggio, e l’impiego di un tandem nella vita quotidiana di un non vedente, possono restituire ciò che la mancanza della vista ha precluso”, scrive sulla pagina Facebook in cui racconterà il viaggio, “I to Eye” .

Durante il tragitto si alterneranno alla guida Michele Giuliano, 37enne di origine sarda cresciuto sull’Appennino bolognese, che da 6 anni ha scelto di abbandonare l’automobile per spostarsi unicamente in bicicletta, e Samuele Spriano, un 25enne di Gorla Maggiore, in provincia di Varese, laureato in Scienze motorie, appassionato di sport e di viaggi on the road. “Il tandem ha profondamente cambiato la mia vita, mi ha reso una persona molto più felice e indipendente”, racconta Davide Valacchi. È per questo che lungo il viaggio – che ha il sostegno dell’Unione italiana ciechi e della Fispic (Federazione italiana sport paralimpici per ipovedenti e ciechi) – incontrerà associazioni di non vedenti, a cui spiegherà come il tandem sia un mezzo non solo di locomozione, ma anche di socialità.

Davide Valacchi aveva 14 anni quando ha avuto il suo primo tandem. Un regalo del padre: “Puoi andare lo stesso in bicicletta, basta che trovi un amico che pedali con te”. Per lui è stata una rinascita, “grazie a quel mezzo ho vissuto meglio il periodo dell’adolescenza”. Non ha mai più abbandonato la due ruote, con cui gira per Bologna. “È l’unico mezzo di trasporto che permette di avere un ruolo attivo nel movimento su lunghe distanze e di godere delle infinite sfumature sensoriali di un viaggio – dice –. Per questo può essere un potente fattore di inclusione sociale per chi ha problemi alla vista, contribuendo ad abbattere una parte delle barriere imposte dalla disabilità”.

La partenza per Pechino è fissata l’8 marzo da Roma, da cui raggiungerà Ascoli Piceno percorrendo la via Salaria. Poi su fino al confine con la Slovenia per passare in Croazia, Serbia, Romania, Turchia e Iran, dove a  Teheran Michele Giuliano cederà il manubrio a Samuele Spriano. La scaletta prevede poi Turkmenistan, il deserto del Karakum, l’Uzbekistan, il Tagikistan, l’altopiano del Tamir, poi il Kirghizistan e infine la Cina, con arrivo previsto tra fine ottobre e inizio novembre. “Cercheremo di capire come la disabilità visiva possa inserirsi nei diversi contesti sociali e culturali che incontreremo. Raccontare e farci raccontare sono i nostri obiettivi: lo scambio di idee ed esperienze è la prima motivazione che ci spinge a intraprendere questo viaggio, con la speranza di smuovere gli animi rispetto alle possibilità che un disabile può avere nella vita”.

“La partenza è vicina – conclude Davide –, in queste settimane siamo alle prese con gli ultimi, intensi preparativi. La strada ci aspetta, viaggiate con noi”. Il viaggio sarà documentato ogni giorno con foto, video, interviste e racconti sulla pagina Facebook e sul profilo Instagram (attivo da febbraio). Per aiutare a coprire tutte le spese tra manutenzione del tandem, visti d’ingresso, imprevisti e spese mediche, si può dare un contributo attraverso la piattaforma di crowfunding Eppela.