La scherma dopo il coma, al via progetto a San Lazzaro

La scherma come sport, ma anche come strumento di socializzazione e recupero: ha preso il via a San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna, un percorso sperimentale rivolto alle persone con esiti di coma: 24 le lezioni in programma tutti i venerdì dalle ore 9.30 alle 11 fino a giugno, che coinvolgeranno 10 atleti disabili e i loro familiari. Il percorso nasce nell’ambito del progetto europeo Lucas (Links United for Coma Awakenign trhough Sport) – capofila la società Futura con Csi (Centro sportivo italiano) e Gli amici di Luca – e conta sul supporto dell’associazione sportiva dilettantesca Zinella Scherma, che mette a disposizione tecnici e la sua sala accessibile presso il Palasavena (via Caselle 26).

Nella prima ora di lezione, le 10 persone con esiti di coma provano la scherma assistiti da Magda Melandri (fisioterapista e maestra di scherma), Sara Picchierri (laureata in scienze motorie e con laurea magistrale in sport adattati) e Stefano Palmieri (laureando in scienze motorie). Contemporaneamente i loro accompagnatori trascorrono il tempo con Laura Carsana, laureata in scienze motorie e posturologa, facendo esercizi di rilassamento. Nella mezzora conclusiva è previsto un lavoro congiunto a gruppi riuniti per migliorare la qualità della relazione e condividere l’esperienza fatta.

“Il nostro obiettivo – spiega Magda Melandri, maestra fondatrice della Zinella Scherma – è divertire, motivare, muovere, integrare le persone con disabilità, far fiorire sorrisi durante e dopo l’allenamento, veder tornare le persone la volta successiva sempre più volentieri, far rinascere la voglia di impegnarsi e avere obiettivi da raggiungere, per cui vivere”. L’aspetto che rende la scherma una disciplina adatta alla pratica degli atleti con disabilità “è il confronto tra le persone, aspetto predominante dell’assalto. Dal confronto sportivo-agonistico nasce anche forte condivisione, dialogo, apertura verso gli altri. Il rapporto tra tecnico e atleta è un’altra caratteristica particolare, la complicità e la collaborazione verso un comune obiettivo: la crescita dell’atleta”.

Attualmente a San Lazzaro si allenano 6 atleti paralimpici: Monia Bolognini, Emanuele Lambertini, Gianfranco Bompane, Rossella Placuzzi, Stefano Fusconi e Claudio Bocchi. “Il progetto Lucas entra nel vivo”, dice Fulvio De Nigris, direttore del Centro studi per la ricerca sul coma – Gli amici di Luca nella Casa dei risvegli Luca De Nigris. “Siamo stati in questi giorni a Bruxelles per incontrare i nostri partner europei e stabilire insieme le metodologie di sperimentazione. Per quanto riguarda l’Italia il nostro partenariato con il Csi ci permette di avvicinarci alla Zinella Scherma e di stringere un altro proficuo rapporto di collaborazione”.

I dimessi dalla Casa dei risvegli Luca De Nigris “stanno sperimentando ormai da alcuni anni un approccio allo sport come momento di nuova abilità fisica e di risocializzazione – continua De Nigris –. I risultati sono molto promettenti. La scelta della scherma e della danza ci permette di avvicinarci ad un’altra disciplina, esplorare la reazione delle persone coinvolte senza tralasciare l’importante lavoro sui caregiver che è un altro elemento cardine del nostro progetto. Fin dalla nascita del progetto della Casa dei Risvegli Luca De Nigris abbiamo pensato ai familiari come uno degli elementi centrali della terapia. Una famiglia curata, ma anche curante. Per cercare di toglierla dall’isolamento e da quella ‘segregazione’ che sovente isola da mondo esterno dopo un grave trauma che colpisce l’ intero ambito familiare. Il tempo ci sta dando ragione e nuove speranze le attendiamo proprio dal progetto europeo Lucas”.