Luca Pancalli: “Gianni Scotti, uomo, amico e dirigente unico”

Il presidente del Cip regionale Gianni Scotti è scomparso questa notte dopo un breve ricovero in ospedale. Riprendiamo le parole di Luca Pancalli, pubblicate sul sito nazionale del Comitato paralimpico.

“Provo un dolore pazzesco alla sola idea che non avrò più la possibilità di confrontarmi con una persona come Gianni che rappresentava qualcosa di più di un amico, qualcosa di più di un dirigente sportivo, tra i più illuminati che io abbia mai conosciuto, qualcosa di più di un uomo di sport. Gianni Scotti era e rimarrà un pezzo imprescindibile di questo movimento, era uno di noi, uno di quelli che vivevano per lo sport, uno di quei pionieri dello sport praticato da persone disabili che hanno gettato le basi per la nascita e lo sviluppo del movimento paralimpico in Italia, un uomo che credeva profondamente in tutto quello che faceva, capace di pianificare il futuro con una capacità innata di essere sognatore, ma dalla concretezza unica”.

“Le telefonate con lui, anche le più recenti, erano condite da ricordi indelebili, di esperienze vissute insieme, di confronti serrati, qualche volta su posizioni di partenza diverse, ma sempre condite da quell’amore per il movimento che sapeva unirci e quella capacità critica, mai fine a se stessa, ma estremamente costruttiva, che era prerogativa del dirigente sportivo illuminato qual era Gianni”.

“Ogni viaggio nella sua Piacenza, ogni passaggio in Emilia-Romagna si trasformava in un’occasione per conoscere un ulteriore tassello realizzato da Gianni e dal suo staff per la diffusione di un ideale paralimpico, che ho sempre portato come esempio in ogni mio racconto, ma, soprattutto, simbolo di una progettualità unica, con quelle intatte doti di trascinatore, che ognuno di noi gli riconosceva”.

“Tra noi c’era stima, sincera, tangibile: i chilometri che ci separavano venivano annullati, ogni volta, da quella sintonia che si creava parlando di futuro del movimento, di iniziative sempre nuove. Gli riconoscevo una carica personale travolgente, che sapeva trasmettere ai suoi collaboratori e ad i suoi interlocutori. A Gianni volevo bene, a Gianni non si poteva non voler bene”.

“Da non vedente, Gianni ha saputo essere la luce per chiunque lo conoscesse, ha sempre saputo tracciare una strada, un percorso, creando un modo di vivere e di lavorare che lo portava a ipotizzare sempre qualcosa di nuovo, di ancora più intrigante, qualcosa che lasciasse il segno. Anche quando lui non ci fosse più stato. Gianni lascia un vuoto, a noi, alla sua meravigliosa famiglia, alla quale sarò sempre legato”.

“Piango l’amico di sempre, piango l’uomo che ha saputo darci continue lezioni di vita, che sapeva vedere come e meglio di tanti di noi, lontano, nel tempo. E per chi lascia così tanto nella vita, ci sarà sempre spazio nei nostri cuori”.​