Matteo Addesso e la scherma: “Agonismo, salute e divertimento”

Ha iniziato a tirare di scherma con qualche titubanza. Era neanche un anno fa: undici mesi in cui ci ha preso sempre più gusto, tanto da arrivare a conquistare addirittura una medaglia di bronzo agli ultimi Campionati europei paralimpici di Terni nella specialità del fioretto maschile. Matteo Addesso è un 27enne bolognese dal tono pacato, ma dal carattere determinato. Cinque anni fa è rimasto vittima di un incidente in scooter che gli ha provocato un ictus e un’emiparesi alla parte sinistra del corpo. Grazie alle fisioterapia ha recuperato parzialmente il movimento della gamba, ma meno quello del braccio che continua a rimanere bloccato: “Insomma, alla mia età, non ne sono proprio contento”, racconta.

L’incontro con il mondo paralimpico è avvenuto grazie al suggerimento del suo fisioterapista, che lo ha messo in contatto con Giuseppe Parrinello, il responsabile dello sportello informativo del Cip “Sport e disabilità” presso la Casa dei risvegli Luca De Nigris a Bologna. “All’inizio, però, diciamo che ho fatto un paio di false partenze. Avevo escluso a priori gli sport in carrozzina perché avevo già provato e non mi piacevano, non mi ci ritrovavo proprio… Il primo tentativo l’ho fatto con il tiro con l’arco, ma è stato un buco nell’acqua. Poi, al secondo tentativo, è stata la volta della scherma: mai fatta prima, mai presa in considerazione”.

Un po’ diffidente al primo ingresso nella palestra della Zinella Scherma a San Lazzaro di Savena, gli insegnanti lo hanno invitato a fare una prova in piedi, per assecondare le sue richieste, ma non è andata benissimo. Lo hanno allora convinto a tentare con la carrozzina, e Matteo ha ceduto: “Che dire: mi sono appassionato, tanto che non ho più smesso, ormai è dallo scorso novembre che tiro di scherma. Voglio continuare ad allenarmi e migliorarmi, non dico per raggiungere chissà quali risultati eccezionali… ma perché no?”.

Intanto un risultato importante è arrivato. Quel bronzo agli Europei, che segue altri successi in competizioni nazionali, “è stato una gran cosa: arrivare a medaglia in una competizione internazionale in così poco tempo è stato molto, molto bello”. Con la scherma a Matteo è tornata la voglia di rimettersi in gioco. Anche prima dell’incidente era uno sportivo: calcio, basket e corsa per passione personale. “Quando sono arrivato alla palestra della Zinella Scherma, vedere altre persone in condizioni simili alle mie, e che comunque facevano attività sportiva, mi ha aiutato molto. Si è creato un bel gruppo, è un piacere allenarsi e andare insieme in trasferta”.

La scherma è così diventata “un punto fisso” nella vita di Matteo, qualcosa che fa molto volentieri, e non solo per conquistare medaglie e soddisfare il suo spirito competitivo. “È divertimento, socializzazione, inclusione e mi permette di stare bene, tanto che quasi non faccio più fisioterapia”.

Photo credit: Augusto Bizzi