Piacenza, 183 studenti disabili verso lo sport paralimpico

A pochi giorni dalla prima campanella, arrivano i dati sul “Progetto scuola. Sport e integrazione”, realizzato a Piacenza dalla delegazione locale del Cip Emilia-Romagna per portare lo sport paralimpico nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. Durante l’anno scolastico 2016-2017, sono state coinvolte 158 classi, con 183 alunni disabili che hanno potuto praticare sport per non meno di 8 ore nelle scuole primarie e di 6 nelle scuole secondarie, insieme ai loro compagni (2.500 studenti), per circa 1.000 ore totali di attività sportiva.

A supportare gli studenti sono stati 35 tecnici del Cip che, insieme agli insegnanti di educazione fisica, hanno fatto loro conoscere 16 discipline paralimpiche: judo, tiro con l’arco, basket integrato, nuoto, tennis, tennis tavolo, atletica leggera, orientante, scherma, ciclismo, arrampicata sportiva, pallavolo, danza sportiva, ginnastica, arti marziali e baskin.

Inserire nell’attività sportiva sempre più studenti con disabilità è il prossimo obiettivo del Cip di Piacenza. “Il sogno nel cassetto è di arrivare ad almeno 200 ragazzi disabili seguiti in questo percorso, non si tratta di una questione organizzativa ma soprattutto di reperire risorse finanziarie”, spiega il delegato provinciale Franco Paratici. Rimane poi il problema dell’inserimento degli studenti con disabilità in società sportive, in modo che la pratica di uno sport non si esaurisca con il “Progetto scuola”.

“L’ideale – propone Paratici – sarebbe che le società sportive creassero un settore disabili, come sta accadendo nel calcio, nella pallacanestro e in altre attività come tiro con l’ arco, arrampicata sportiva, nuoto e tennistavolo: il Cip è pronto a dare una mano dal lato tecnico”. “In attesa che i tempi maturino – conclude – stiamo creando ‘polisportive di transito’ che accolgano disabili di qualsiasi gravità e facciano loro praticare attività sportiva; se poi alcuni verranno inseriti nelle società convenzionali sarà un grosso successo”.

Photo credit: La Libertà