Più salute e inclusione: il progetto di legge regionale sullo sport

Da due leggi a una, per promuovere lo sport in Emilia-Romagna e portare sempre più gente – giovani e anche persone con disabilità – a divertirsi nei campi di gioco, nelle palestre, nelle piscine, negli spazi all’aperto. Poi la conferma di voler di puntare sul turismo sportivo legato ai grandi eventi. E un imperativo: fuori chi bara, per cui chi ha ricevuto contributi regionali e ha indotto o consentito l’assunzione di prodotti dopanti, si vedrà revocare i fondi e non potrà averne per almeno 5 anni. È il progetto di legge per la promozione e lo sviluppo delle attività motorie e sportive voluto dalla Giunta regionale dell’Emilia-Romagna, inviato ora all’Assemblea legislativa per l’iter che porterà al suo esame e all’approvazione finale.

Il progetto di legge prevede, da Piacenza a Rimini, nuovi interventi lungo quattro direttrici. Salute e benessere, con il coinvolgimento attivo delle scuole per avere più sport, anche in orario extrascolastico, in collaborazione con le associazioni. Programmazione e contributi, con un piano triennale che comprende progetti di promozione dell’attività sportiva, contrasto all’abbandono e integrazione delle persone con disabilità, miglioramento dell’impiantistica e sostegno al turismo sportivo. E ancora, in un rapporto di maggiore fiducia (e meno burocrazia), l’allargamento dei soggetti che potranno ricevere fondi regionali: oltre a quelle presenti nel registro regionale, saranno ammesse ai bandi anche le associazioni dilettantistiche iscritte al registro del Coni, del Cip e delle Federazioni sportive nazionali, o da tali sigle riconosciute. Terza direttrice, la sicurezza, con presidi di primo soccorso negli impianti sportivi e la professionalità richiesta a chi terrà i corsi, che dovrà passare per due possibili figure garanzia: istruttore qualificato e istruttore di specifica disciplina, entrambi in possesso di specifici requisiti di studio e abilitazione. Quarta: legalità e trasparenza, con misure per contrastare ogni forma di violenza e discriminazione e il varo di una specifica Carta etica.

“Sarà una buona legge – afferma il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini – con la quale vogliamo semplificare e, allo stesso tempo, mettere in campo un piano complessivo per fare ancora di più dello sport un perno della società regionale, veicolo di valori come la lealtà e il rispetto dell’altro, l’inclusione, il fare comunità. E lo sport sempre di più associato al diritto alla salute e al benessere psico-fisico delle persone, capace di incidere in modo positivo sugli stili di vita, dai più giovani alla popolazione anziana. Lo sport e l’attività motoria anche per riportare i ragazzi a una realtà vera e meno virtuale, per crescere in gruppo, coi compagni di squadra, anche solo tornando a inseguire i sogni dietro un pallone in un prato verde o dentro un palazzetto di periferia. Il tutto – chiude il presidente della Regione – senza escludere nessuno. Per questo abbiamo praticamente inaugurato il mandato aumentando i fondi per lo sport e quest’anno metteremo 20 milioni di euro per l’impiantistica e gli spazi sportivi nell’ambito della programmazione dei Fondi europei per lo sviluppo e la coesione, per un investimento complessivo di 25 milioni di euro nell’ambito della legislatura”.

Il nuovo impianto normativo fin dal primo articolo individua la salute, il benessere, la formazione dei giovani, la promozione delle pari opportunità, il rispetto dell’ambiente, uniti alla valorizzazione sociale ed economica, come elementi cardine della promozione sportiva. E i 20 milioni stanziati potranno essere utilizzati anche per la costituzione di fondi di garanzia o consorzi fidi a sostegno degli investimenti in ambito sportivo.

“Con questa nuova legge diamo valore allo sport come infrastruttura sociale fondamentale del territorio. Siamo orgogliosi del lavoro svolto – aggiunge il sottosegretario alla Presidenza della Giunta, Andrea Rossi – frutto di un progetto condiviso con associazioni, autorità sportive, a partire dal Coni, ed enti di promozione sportiva. Abbiamo cercato di dare voce e risposte agli 800 mila iscritti a enti di promozione sportiva, ai quasi 370 mila atleti aderenti alle federazioni e ai circa 3 milioni di praticanti le attività motorie in Emilia-Romagna, un mondo fatto al 90 per cento di volontariato. Crediamo nello sport anche come occasione di sviluppo per il territorio dal punto di vista culturale, turistico e economico e prevediamo di valorizzare ancora di più i grandi eventi sportivi e gli atleti emergenti”.