Progetto scuole, le attività a Parma, Piacenza e Ravenna

“L’obiettivo futuro è quello di coinvolgere un numero sempre maggiore di realtà scolastiche. Auspico inoltre una continuità sportiva dei ragazzi anche al di fuori della scuola”.Così il presidente del CIP Emilia-Romagna Gianni Scotti, esattamente un anno fa, chiudeva il suo intervento dedicato al progetto scuola “Sport e integrazione” del Comitato italiano paralimpico.

Un augurio che nell’anno scolastico in corso si è tradotto in realtà: il coinvolgimento degli istituti scolastici e degli studenti è infatti in costante aumento in tutta la regione. Non soltanto: quest’anno infatti il CIP Emilia-Romagna propone un nuovo progetto, intitolato “Paralympic Sport e Benessere”, che si affianca al precedente, rappresentandone una ideale continuazione.

Tre le province dell’Emilia-Romagna, Parma, Piacenza e Ravenna, coinvolte nella fase sperimentale della nuova proposta del Comitato paralimpico, con numeri già importanti: nella sola provincia di Ravenna sono infatti 42 le classi che hanno aderito all’iniziativa. Tutte le classi appartengono alle scuole superiori, per un totale di 900 studenti, 55 con disabilità.

Cinzia Mainardi, delegato provinciale del CIP di Parma, così racconta la nuova proposta: “Nell’ambito del progetto ‘Paralympic Sport e Benessere’ sono stati individuati dei ragazzi disabili che non svolgono alcuna attività sportiva al di fuori della scuola. Con l’aiuto della medicina dello sport, si vuole indirizzarli verso un’attività sportiva pomeridiana. Lo scopo è quello di affermare l’idea che lo sport è uno dei mezzi per migliorare la propria abilità e il proprio benessere e per far in modo che questi ragazzi possano fare qualcosa di gratificante e divertente al di fuori delle mura domestiche e scolastiche, sperando che si possa facilitare anche una maggior socializzazione e integrazione con il mondo che li circonda. Un gruppo di medici e psicologi monitorerà il percorso e cercherà di valutare i benefici alla fine dell’attività proposta”.

A Piacenza, dove sono 150 le classi coinvolte nel progetto CIP “Sport e integrazione”, per un totale di 3500 studenti, la nuova proposta del Comitato è entrata nel novero delle iniziative dedicate alla promozione sportiva che hanno ottenuto il finanziamento dalla Provincia di Piacenza, tramite fondi regionali, in qualità di iniziative a favore dello sport. Progetti per i quali la Regione Emilia-Romagna ha stabilito di erogare, relativamente all’anno 2012, un contributo complessivo di 36.500 euro nel rispetto della legge regionale 13 del 2000, 14 mila dei quali destinati appunto a “Paralympic Sport e Benessere”.

“Il progetto ‘Paralympic Sport e Benessere’ apporta una fondamentale innovazione – spiega Scotti – perché affronta un problema specifico, quello di dare la possibilità ai ragazzi in età adolescenziale di continuare l’attività motoria e sportiva, appresa negli Istituti Scolastici, anche al di fuori dell’ambiente scolastico, quindi nelle Società Sportive Paralimpiche del territorio”.

Scopo del progetto è infatti offrire alle famiglie degli adolescenti disabili l’opportunità di creare una rete di accoglienza sul territorio che le aiuti a condividere le problematiche e i bisogni legati alla disabilità. “L’innovazione di questa proposta sta nel fornire all’adolescente disabile un aggancio immediato alla realtà territoriale di appartenenza che consenta una precoce integrazione sociale. In particolare, il progetto si propone di offrire la possibilità di un inserimento sportivo protetto presso Associazioni che promuovono lo sport per disabili adolescenti potendo contare su tecnici competenti che hanno scelto di formarsi in tale settore”, conclude il Presidente del CIP Emilia Romagna.

“Paralympic Sport e Benessere” costituisce quindi il ponte naturale tra la scuola e la realtà dei giovani disabili al di fuori dell’ambiente protetto che le scuole rappresentano. Un successo da subito, anche grazie alle solide fondamenta gettate in precedenza dal progetto scuola Sport-integrazione: nato nel 2004 come progetto locale, esso si è poi strutturalmente adattato fino a renderne possibile l’implementazione e consolidamento a livello regionale, facendo registrare un sempre maggior numero di adesioni da parte di scuole e studenti.

“I ragazzi disabili sono ormai inseriti a pieno titolo all’interno delle strutture scolastiche di ogni ordine e grado – spiega Scotti –. L’attività motoria rappresenta un fattore privilegiato di promozione della giusta e vera integrazione in questi ambienti, un fattore grazie al quale questo processo si realizza rapidamente e pienamente”.

“Il progetto scuola ‘Sport e Integrazione’ realizza un duplice obiettivo. Da un lato, gli studenti disabili entrano in palestra assieme alla loro classe e partecipano in modo attivo al gioco e al movimento. Allo stesso tempo il progetto realizza un ulteriore risultato altrettanto importante, quello di sensibilizzare alle discipline paralimpiche i compagni di classe, che calandosi concretamente nelle dinamiche dello sport nella versione adattata, possono meglio percepire la realtà del loro compagno con disabilità. Attraverso lo sport, il gioco e il divertimento”.

A oggi il progetto “Sport e Integrazione” dell’Emilia-Romagna è una presenza consolidata nel territorio. Oltre 400 le classi coinvolte in tutta la regione, di ogni ordine e grado, oltre 10 mila gli studenti. E i dati non sono ancora completi.

Chiave di volta del successo del progetto è la capacità del CIP e della scuola di instaurare un’efficace azione di coordinamento, tramite la costituzione di un gruppo di lavoro formato da un neuropsichiatra, un insegnante di educazione fisica, un insegnante di sostegno, lo psicologo e il tecnico CIP.

Il progetto prosegue quindi con l’individuazione dello sport più adatto al giovane disabile, tenendo conto anche della possibilità di attuazione e della realtà sportiva locale.

“Nel determinare la reazione dei compagni – illustra la responsabile regionale del progetto, Daniela Billi– è molto importante la scelta dello sport, che deve dirigersi verso attività motorie adattate che favoriscano il più possibile il lavoro dell’alunno in difficoltà e, allo stesso tempo, siano cose nuove per i compagni”.

Una volta operata la scelta della disciplina sportiva, infatti, tutti gli studenti della classe partecipano all’attività sportiva proposta, per un minimo di 5 fino a un massimo di 10 lezioni di un’ora, che rientrano pienamente nelle attività curriculari degli studenti. Il tecnico CIP insegna alla classe lo sport prescelto, il ragazzo disabile viene seguito da uno psicologo CIP che si tiene in stretto contatto con il Tecnico del Comitato e che riferisce al gruppo di lavoro. Seguono sempre momenti di valutazione delle attività svolte.

Ampia anche la rosa delle discipline praticate: arrampicata, judo, nuoto, attività motoria di base, orienteering, tiro con l’arco, canoa, ginnastica artistica, danza sportiva, sitting volley, basket, tennistavolo, scherma, tennis, pattinaggio artistico, rugby, sci, sia di discesa che alpino.

“Da un’indagine svolta dalla Regione Emilia-Romagna – conclude il presidente Scotti il 70% dei ragazzi dai 14 ai 18 anni abbandona l’attività sportiva. A fronte di questi dati, si rafforza l’impegno del Comitato paralimpico nell’incentivare questi ragazzi a continuare una pratica sportiva, non solo come strumento di integrazione, ma come benessere nella vita”.