Roberto Cavicchi: “Lo sport ti insegna a vivere”

Un infortunio (la rottura della clavicola in allenamento a fine gennaio) gli ha fatto saltare la sua specialità, lo snowboard boardercross, che ha visto l’Italia conquistare un argento con Manuel Pozzerle e un quarto posto con Jacopo Luchini, suo compagno di squadra allo Sci club paralimpic Fanano. Ma venerdì 16 marzo, alle 4 ora italiana, alle Paralimpiadi invernali di PyeongChang in Sud Corea, Roberto Saku Cavicchi scenderà in pista per il banked slalom. Quarant’anni il prossimo 27 giugno, azzurro dal 2010, Roberto Cavicchi è di Finale Emilia (Modena), anche se è nato a Cento, nel ferrarese. Gareggia nella categoria Upper Limb (disabilità agli arti superiori) ed è un pioniere dello parasnowboard azzurro.  Amava fare tavola sin da bambino e non ha avuto difficoltà a riprendere dopo l’incidente motociclistico del 2002, che gli ha provocato una lesione brachiale. “Per come arrivo a questo appuntamento – ha raccontato recentemente a Sport Mediaset –, mi rendo conto che un quinto posto sarebbe un ottimo risultato. Ma io, quando arrivo davanti al cancelletto di partenza, penso soltanto al primo posto…”. Qui di seguito la sua intervista per il sito del Comitato paralimpico italiano.

Roberto, qual è la tua pista preferita?
“Aspen in Colorado”.

Chi è stata o chi è la persona che ti ha ispirato nel tuo percorso da atleta?
“Andrea Molinari. È un amico. Guardando lui ho iniziato a surfare come si deve”.

Come ti dai la carica prima di una gara?
“Ascoltando musica rock”.

Sei superstizioso?
“Prima di ogni gara ripeto alcuni gesti scaramantici. Ad esempio mi sistemo più volte la maschera e cerco la perfezione nella chiusura della spugna sul viso”.

Il piatto che sai cucinare meglio o che preferisci?
“Sono un amante dei tortellini. Mia madre mi ha insegnato a preparali in casa. Vado matto anche per il pesce crudo. Ma in questo caso basta avere la materia prima buona”.

Hai la possibilità di invitare una persona – del presente o del passato – a cena. Chi sceglieresti?
“Van Basten. È un mito calcistico. Quello che ho visto fare a lui non l’ho visto fare a nessuno”.

Quale canzone non deve mai mancare nella tua playlist?
Hard as a rock degli AC/DC”.

Quali sono i tuoi programmi TV?
“Le serie tv The big bang theory e NCIS – Unità anticrimine”.

Qual è la tua meta di viaggio ideale?
“Il Giappone. Mi affascina la commistione tra la supertecnologia e le tradizioni antiche”.

Cosa diresti per invogliare qualcuno ad avvicinarsi allo sport?
“Che lo sport è la base fondamentale della vita. Lo sport ti insegna a vivere”.

Quali ritieni sia stata la tua più grande emozione nella vita?
“Quando è uscita dalla sala operatoria mia sorella dopo un intervento delicato”.

Il tuo motto?
“Vivi e lascia vivere”.