Sport e salute, quando il cuore va oltre l’ostacolo

Un momento di riflessione e di confronto aperto per fare il punto sul mondo degli sport paralimpici, sulle diverse caratteristiche degli atleti e, più in generale, sul mondo delle disabilità. Sabato 26 settembre a Sorbolo, provincia di Parma, si è svolta la tavola rotonda “Il cuore oltre l’ostacolo’’, che ha visto come protagonisti il cardiologo Claudio Reverberi, l’osteopata Massimo Marenzoni e, ospite d’eccezione, il presidente del Comitato paralimpico italiano, Luca Pancalli.

L’iniziativa, che rientra nell’ambito della manifestazione “Un Po di sport”, è stata organizzata dall’associazione di promozione sociale Abili allo sport, guidata dal presidente Silvana Erasmi, con la collaborazione del Comune di Sorbolo e dell’Anvic, l’Associazione nazionale mutilati e invalidi civili. La presenza del presidente Luca Pancalli ha reso questa esperienza un’occasione unica per avere una visione a 360gradi di quello che è il mondo paralimpico.

La tavola rotonda, dopo i saluti del sindaco di Sorbolo, Nicola Cesari, del consigliere regionale Massimo Iotti a nome di tutta l’assemblea regionale, patrocinante l’iniziativa, e di Walter Antonini, intervenuto in rappresentanza dell’Amnic di Parma, è stata coordinata dal giornalista sportivo Sandro Piovani, che con intelligenza ha messo in relazione il cuore con lo sport. Il cuore, nelle sue svariate sfumature, è stato infatti il tema portante dell’evento, aperto proprio da uno specialista del campo: Claudio Reverberi, direttore sanitario del Centro Gemini di Parma e docente alla Scuola di specialità in cardiologia dell’Università di Parma. “Chiunque si avvicini alla pratica sportiva deve avere delle condizioni che glielo consentano – ha spiegato Reverberi –. Esistono una serie di esami per valutare eventuali condizioni che possano compromettere la salute dell’atleta, ma ci sono molte richieste inappropriate che impediscono a tutti di accedere a questi servizi. Noi dovremmo muoverci secondo determinati criteri per offrire a tutti la possibilità di ricevere una valutazione cardiologica”.

Nell’ambito del convegno si è parlato anche dell’associazione di promozione sociale Abili allo sport, oramai diventata un punto di riferimento per il mondo paralimpico del territorio con la sua rete di atleti e di professionisti della comunicazione e del mondo sanitario e sportivo. Tra questi c’è Massimo Marenzoni, osteopata di fama internazionale, che nel baseball può vantare collaborazioni con la nazionale italiana e con diverse società professionistiche americane. Nei suoi anni di esperienza, Marenzoni ha avuto modo di conoscere in maniera approfondita quello che è il fisico di uno sportivo: “Lo sport riveste un ruolo molto importante nello sviluppo fisico e psicologico della persona. Tutto questo vale in modo particolare per le persone con disabilità”. Marenzoni ha ricordato come sia stato il dottor Ludwig Guttman, neurochirurgo tedesco, a introdurre per primo le attività di sport-terapia nel suo centro per la cura e riabilitazione di soggetti affetti da lesione spinale di Stoke Mandeville in Gran Bretagna negli anni ’40. “Lo sport aiuta le persone con disabilità ad acquisire una maggiore sicurezza nel proprio corpo e nella gestione degli ausili – ha detto –. Il compito dei professionisti che ruotano intorno a loro è quello di insegnare a riconoscere i limiti e a considerarli dei veri e propri trampolini di lancio per arrivare a sviluppare e utilizzare ancora meglio il patrimonio fisico ancora integro”. Marenzoni ha terminato il suo intervento specificando che “è necessario selezionare i fattori allenabili, identificare quelli che sono i deficit motori dell’individuo, effettuare uno studio degli ausili dedicati, gestire l’alimentazione prima e durante la competizione, gestire la prevenzione e il trattamento delle patologie da sovraccarico in quei distretti articolari maggiormente utilizzati”.

Quando si parla di sport paralimpici si parla di Comitato paralimpico italiano, ente che ha fatto passi da gigante ottenendo il riconoscimento di ente autonomo di diritto pubblico da parte dello Stato italiano. E chi meglio del suo presidente avrebbe potuto parlarne? “Iniziative come ‘Un Po di sport’ sono utili affinché un bambino possa avvicinarsi allo sport capendo quali discipline ci sono sul territorio, quali di queste sono di suo gradimento e quali sono quelle che può fare – ha detto Luca Pancalli –. Oggi, in un Paese che chiude enti pubblici, vedere il Comitato paralimpico italiano riconosciuto come ente di diritto pubblico è qualcosa che va oltre: non abbiamo conquistato un pezzo di potere, abbiamo fatto molto di più. Stiamo utilizzando lo sport come strumento di politica per cambiare il volto del Paese”.

Durante l’evento sono intervenuti anche gli atleti paralimpici Giulia Ghiretti, nuotatrice, e Luca Righetti, snowboarder. Inoltre, in rappresentanza del Comitato paralimpico hanno preso parte all’iniziativa Melissa Milani, presidente regionale, e Andrea Grossi, delegato provinciale per Parma.