Stargardt Team, un calcio all’ipovisione

Si chiama Stargardt Team, prende più o meno scherzosamente il nome dalla forma più comune di degenerazione maculare ereditaria e in Emilia-Romagna è la prima squadra di calcio a 5 formata esclusivamente da giocatori con disabilità visiva disputare il campionato nazionale della Fispic, la Federazione italiana sport paralimpici per ipovedenti e ciechi. La squadra, guidata da Fabio Corraini, si allena e disputerà le partite casalinghe al PalaBoschetto di Ferrara, campo condiviso con il Kaos Futsal, compagine di calcio a 5 di serie A, che sostiene lo Stargardt Team insieme alla polisportiva Francolino, al Comune di Ferrara e al Comitato paralimpico dell’Emilia-Romagna.

Lo Stargardt Team è nato nel 2013 a Zola Predosa, nel bolognese. La scorsa estate, la società si è sciolta lasciando i giocatori (provenienti da varie province, Ferrara e Bologna, ma anche Mantova e Verona) senza la possibilità di praticare il loro sport preferito. Il primo aiuto è giunto dal delegato provinciale del Cip di Ferrara Giuseppe Francesco Alberti, che insieme alla polisportiva Francolino ha permesso alla squadra di rifare l’affiliazione al campionato Fispic e di trovare una palestra dove allenarsi e giocare. La prima partita del campionato si svolgerà a fine gennaio. La squadra attualmente è composta da 15 giocatori: Ansaloni, Messori, Di Nardo, D’Alema, Petrillo, Gallo, Romano, Fontana, Stacchetti, Felici, Marabese, Boffa, Giachetti, Bono e Ferrarelli.

“I grandi valori che lo sport vuole rappresentare fanno sì che un disabile possa imparare e gestire meglio il proprio corpo regalandogli maggiore autonomia”, dice Marco Trombini, ex presidente della sezione ferrarese della Uici (Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti). “È inoltre un grosso aiuto ai giovani per uscire da casa e conoscere nuove realtà, nel nostro mondo le barriere sia architettoniche che culturali sono molte ma l’attività sportiva dà forza ed insegna a combattere per raggiungere un obiettivo prefissato”.

Anche Simone Merli, assessore comunale allo sport esprime il suo consenso al progetto: “Abbiamo sostenuto con forza questa iniziativa, è un’esperienza importante per la città, che dimostra che lo sport deve essere praticato da tutti”. Francesco Alberti, delegato provinciale del Cip, all’inizio era scettico sulla buona riuscita del progetto: “Ci sembrava tutto difficile – dice –, ma ho notato il grande spirito di collaborazione di massa. Sì, i progetti fatti bene hanno successo”.