Storie di sport: Loris Cappanna e la corsa

C’è un detto nell’ambiente del podismo secondo cui “quando un disabile mette le scarpe da corsa ha già vinto”. Se è così, Loris Cappanna, 43enne di Forlimpopoli, ha vinto più volte, perché diverse medaglie al collo le ha davvero, nonostante non sia neanche un anno che si allena. Loris è cieco totale dal 2009, anche se il suo calvario è iniziato a seguito di un incidente nell’ottobre del 2005. Tesserato per l’associazione sportiva disabili Faenza, le sue distanze sono la mezza maratona (di cui è fresco campione italiano Fispes nella categoria T11) e la maratona: 21,0975 chilometri o 42,195 chilometri, che corre seguendo le indicazioni di Davide Giunchi, il suo atleta-guida. A unirli, un cordino di 60 centimetri e un rapporto di fiducia che è diventato amicizia: “Davide mi presta gli occhi e sta attento a dove metto i piedi”, dice. Prossimi impegni? “Non ho aspirazioni particolari, quello che voglio veramente è continuare a fare sport e divertirmi”.

Loris, hai sempre avuto passione per lo sport?
“Fino a 32 anni ho praticato calcio, calcetto, tennis, corsa, un po’ di tutto. Poi, per problemi di salute, ho smesso. Ma a giugno del 2014 mi è tornata la voglia: ho fatto delle ricerche per capire che sport potessi praticare da non vedente, ho chiesto prima all’Unione italiana ciechi, poi al Comitato paralimpico nazionale e regionale, e tra le varie possibilità ho scelto la corsa”.

Come hai trovato dei compagni che ti facessero da guida?
“Mi ha aiutato l’Avis podistica di Forlì, che ha fatto girare un’e-mail tra i suoi soci. Il primo con cui sono andato a correre è stato Daniele Zattini, che poi è diventato il mio allenatore. Ora la mia guida è Davide Giunchi, ma mi è capitato di correre anche con altri. Faccio quasi tutte gare della Fidal, la Federazione italiana di atletica leggera, quindi gareggio con normodotati: all’inizio gli altri atleti non capivano perché io e la guida fossimo legati, per loro ero una novità”.

Quante volte ti alleni a settimana?
“All’incirca tre allenamenti a settimana, in genere sulla distanza della mezza maratona, più una gara quasi ogni weekend. Ci alleniamo per strada: Davide passa da casa mia e da lì partiamo. In zona oramai ci conoscono tutti e quando passiamo ci salutano”.

Che risultati hai avuto fino a oggi?
“Quando ho ripreso a correre non sapevo dove avrei potuto arrivare. Ho corso la prima mezza maratona a settembre, poi da novembre ho iniziato a fare anche la maratona. Ho vinto la Marathonabile di Firenze, alla Maratona di Pisa ho fatto il mio personale con 3 ore, 27 minuti e 18 secondi, mentre a Palermo sono arrivato primo ai Campionati italiani di mezza maratona, migliorando il mio tempo a 1 ora, 29 minuti e 23 secondi”.

Qual è stata la più grande soddisfazione?
“Sicuramente i Campionati italiani a Palermo: ci sono arrivato con solo 9 mesi di allenamenti alle spalle, non mi conosceva proprio nessuno. Ma un’altra bella soddisfazione è stata portare a termine la prima maratona a Ravenna: a prescindere dal tempo, 42 chilometri non sono pochi…”.

E a livello personale che ti ha dato lo sport?
“Lo sport è stato una rinascita, rimettermi in gioco, superare i miei limiti. Ma è anche un’ottima occasione di aggregazione: con Daniele e Davide si è creata una grande affinità e quando la domenica mi ritrovo per una gara con tanti atleti, mi sento di far parte di una famiglia”.