Storie di sport: Valentin Duduianu e il basket in carrozzina

È grazie allo sport che Valentin Duduianu ha imparato ad accettare la sua disabilità, trovando anche la forza di riderci su. È grazie allo sport che ha capito che non ci sono limiti e che con l’impegno si può andare lontano, magari fino alle Paralimpiadi. È questo il sogno di Valentin, 17enne nato in Romania (“Ma vivo in Italia da quando avevo due anni”), neocampione italiano Under 22 di basket in carrozzina. Il titolo l’ha conquistato lo scorso fine aprile al Paladozza di Bologna insieme alla sua squadra, i Bradipi. “Sono la mia seconda famiglia” racconta.

Che tipo di disabilità hai e come la vivi?
“Quando avevo tre mesi mi hanno fatto il vaccino antipoliomelite, che mi ha provocato una disfunzione motoria a un polpaccio. Mi sono sempre sentito integrato nella società, non ho avuto problemi ricollegabili alla mia situazione fisica”.

Quand’è iniziata la tua carriera sportiva?
“Quattro anni fa, mentre stavo andando al supermercato, ho incontrato un signore che si è interessato al mio problema alla gamba. S’immaginava che tipo di malattia avessi dal momento che suo figlio è paraplegico. Mi ha proposto di andare a giocare a basket in carrozzina, nella squadra del figlio, i Bradipi. All’inizio ero abbastanza scettico, non riuscivo a immaginare il basket da seduto. Poi ho provato: allora avevo 13 anni, ora ne ho 17 e non ho nessun’intenzione di smettere”.

Che rappresenta per te lo sport a livello personale?
“Prima di iniziare a giocare a basket ero poco informato sulla mia malattia. Non l’accettavo. Poi, giocando e confrontandomi con i miei compagni, ho iniziato a comprenderla appieno. Ho smesso di attribuire troppa importanza ai giudizi della gente, ma ho imparato anche a ridere e scherzare della mia situazione insieme ai miei amici. Ho capito che, nonostante il mio problema fisico, in realtà non c’è limite a ciò che possa fare”.

Che risultati sportivi hai avuto e qual è quello a cui sei più affezionato?
“Quest’anno abbiamo vinto il campionato italiano Under 22. Già l’anno scorso stavamo rischiando di conquistare il titolo di campioni, ma per due punti subiti poco prima del termine della partita finale, non ci siamo riusciti. Ci siamo aggiudicati anche la supercoppa d’Italia a San Marino, ma il campionato è sicuramente il risultato più significativo”.

Come sono i rapporti con i tuoi compagni di squadra?
“I Bradipi per me sono una seconda famiglia. Non ci sentiamo limitati dalle nostre disabilità, che, anzi, sono uno stimolo a fare di più e insieme possiamo fare tutto. Non trovo le parole per descriverlo: siamo un gruppo fantastico”.

Quali sono le tue aspirazioni?
“L’obiettivo personale è sicuramente partecipare a una Paraolimpiade, magari non le prossime di Rio de Janeiro, sarebbe un po’ esagerato. Come squadra il mio desiderio – ma credo di poter parlare a nome di tutti – è riconfermarci e vincere i prossimi campionati, così da arrivare alla serie A del basket in carrozzina”.