Tennistavolo, Scazzieri primo al mondo a vincere in piedi e su carrozzina

Con la medaglia di bronzo a squadre conquistata all’Open internazionale che si è disputato lo scorso weekend in Repubblica Ceca, Davide Scazzieri è entrato di diritto nella storia del tennistavolo paralimpico. Nessuno prima di lui al mondo, infatti, era riuscito a salire sul podio sia nell’attività sportiva in piedi (tra l’altro, nella sua carriera Scazzieri si è aggiudicato l’oro a squadre ai Campionati europei del 2005 e ha vestito la maglia azzurra in 5 Mondiali e alle Paralimpiadi di Londra nel 2012) sia in quella da seduto, trovandosi ora a competere in carrozzina nella classe 4.

L’atleta imolese (che è anche tecnico della squadra “Lo sport è vita” di Montecatone e consigliere del Cip Emilia-Romagna) ha raccontato la sua ultima impresa al sito della Fitet, la Federazione italiana tennistavolo: “È  stato un bronzo che mi ha dato una grandissima soddisfazione, anche perché ultimamente, dovendo frequentare il corso da tecnico di secondo livello, non avevo potuto partecipare agli stage di allenamento. Per me è stata una sorpresa. Non avendo esperienza, non ho idea di quale sia il mio livello in raffronto a quello degli altri. Me ne rendo conto solo sul campo”.

A 17 anni Davide Scazzieri ha avuto un grave incidente che l’ha costretto ad abbandonare il ciclismo agonistico, lasciandolo con disabilità a un braccio e alle gambe. Nel 1993, quasi per caso, ha iniziato a giocare a ping pong: così è iniziata la sua seconda vita, che però nel gennaio 2017 è cambiata di nuovo a causa di un infarto midollare che gli ha provocato una paraplegia all’altezza dell’ottava vertebra dorsale. “Un altro durissimo colpo, davvero difficile da digerire, anche perché da sommare a una situazione fisica già parecchio compromessa. Un regalo gratuito del destino, la ruota della sfortuna che ha colpito di nuovo”.

Dopo tre settimane all’ospedale Bellaria di Bologna, Davide Scazzieri è stato trasferito proprio all’istituto di riabilitazione di Montecatone, dove già da tempo si spendeva per aiutare il recupero fisico e psicologico dei degenti attraverso il tennistavolo. “Il mio amato tennistavolo era una delle attività che potevo continuare, non più in piedi ma seduto, ero talmente convinto che dovevo tornare più velocemente possibile alle mie abitudini e passioni, che dopo solo un mese e 11 giorni dal trauma, ho chiesto e ottenuto, con grande fatica, un permesso straordinario, per partecipare a un torneo nazionale paralimpico a Verona, per ritrovare gli amici e gli avversari, questa volta guardandoli da seduto e non da un metro e novanta di altezza”.

Ed è a Verona che Davide Scazzieri stabilisce il suo primo record: vincendo il doppio, diventa il primo pongista italiano a conquistare un titolo in piedi e in carrozzina. “È entrato di diritto nella graduatoria delle grandi gioie della mia carriera. Dovevo dimostrare a me stesso e agli altri che bisognava reagire immediatamente, non abbattersi, non fermarsi di fronte a nulla e continuare a vivere quasi come se nulla fosse accaduto, superando ogni difficoltà”.

“Nell’attività praticata a Montecatone per diversi anni ho cercato di trasmettere ai pazienti il valore dello sport, soprattutto nella nuova vita, perché lo sport riabilita il corpo e la mente – dice –. Dall’8 gennaio 2017 è come se il destino mi abbia voluto mettere alla prova per capire se oltre a predicare bene fossi in grado di razzolare altrettanto bene. A Verona ho vissuto una giornata indimenticabile. Dopo più di vent’anni di gioco in piedi, avvicinarsi a un tavolo in carrozzina mi ha imbarazzato quanto le prime volte in cui ho iniziato a giocare. Dalla prestazione sportiva non mi aspettavo nulla, l’importante era esserci, raccogliere l’affetto degli amici pongisti, senza l’imbarazzo di questa nuova condizione, e mostrare a chi ha timore di uscire che la vita comune si può affrontare con normalità”.

Fonte: Fitet.org