Tennistavolo, una stella di nome Carlotta

Ha solo 16 anni ed è un’atleta emergente del tennistavolo, paralimpico e non solo. Carlotta Ragazzini di Faenza (Ravenna) è tesserata per “Lo sport è vita”, la società nata all’interno dell’istituto riabilitativo di Montecatone, dove 2 anni fa ha iniziato a praticare ping pong sotto la guida di Davide Scazzieri. Reduce dal Lignano Master Open della scorsa settimana, nel quale si è misurata con campionesse straniere in carrozzina, Ragazzini è stata protagonista al torneo nazionale di quinta categoria delle “Giornate rosa” a Coccaglio, nel bresciano, dove, nonostante non fosse la favorita, ha messo in fila tutte le avversarie normodotate che ha affrontato.

L’atleta faentina ha battuto negli ottavi per 3-0 (11-3, 11-8, 15-13) Anita Luz Bonardi (Tennistavolo Urania), nei quarti per 3-2 (5-11, 11-1, 9-11, 11-8, 11-6) Alessia Lorenzetti (Tennistavolo Vallecamonica) e in semifinale per 3-2 (7-11, 12-10, 5-11, 11-7, 12-10) Marta Riva Rivot (Tennistavolo Torino). In finale Carlotta Ragazzini ha quindi vinto con un secco 3-0 (11-8, 11-6, 11-5) Rebecca Fanizza (Tennistavolo Torino).

“È strano – ha spiegato a caldo la vincitrice – perché sono venuta qui pensando di non riuscire a vincere neanche una partita e mi sono aggiudicata il torneo. Sono molto contenta. Le avversarie probabilmente non sono abituate al mio tipo di gioco. Anticipo tanto e questo dà loro un po’ fastidio. La partita più difficile forse è stata la semifinale, che ho vinto al quinto set per 12-10, dopo essere stata sotto per 10-8. Non pensavo di farcela e forse ha inciso il fatto che a quel punto non avevo nulla da perdere e ho giocato tranquillissima”.

“Questi risultati sono importanti e mi danno la forza per andare avanti e allenarmi con il massimo dell’impegno – ha continuato Carlotta Ragazzini –. L’altra settimana ero a Lignano Sabbiadoro ed è stato bello sfidare alcune delle pongiste più forti del mondo. Sapevo che sarebbe stato impossibile batterle, ma sono contenta di avere fatto quella che è stata la mia prima vera esperienza internazionale a livello assoluto. Affrontare queste campionesse, che sono un esempio per me, è uno stimolo a continuare a migliorare”.