Tiro con l’arco e disabilità, tre storie da Piacenza

Grazie all’impegno del Comitato paralimpico, al sostegno dell’Inail e alla collaborazione della compagnia Arcieri Aurora che ha messo a disposizione i suoi tecnici, tre piacentini stanno ottenendo buoni risultati agonistici nel tiro con l’arco, disciplina che hanno abbracciato dopo un infortunio sul lavoro. Sono Andrea Angiolini, Stefan Dinga e Giuseppe Pantano e la loro storia è stata recentemente raccontata dal quotidiano Libertà.

Da sei anni, a seguito di un accordo con la delegazione locale del Cip, la compagnia Arcieri Aurora segue gli assistiti dell’Inail e i degenti del centro di recupero e rieducazione funzionale dell’ospedale di Villanova d’Arda, avviandoli alla pratica del para-archery. Andrea Angiolini è stato uno dei primi: 44enne artigiano, nel 2008 ha avuto un grave infortunio che lo ha portato ad avere una protesi alla gamba sinistra. Nel 2009 ha accettato la proposta Inail-Cip ed è entrato nella compagnia Arcieri Aurora, arrivando a partecipare a 3 campionati italiani indoor e a un campionato di tiro alla targa para-archery.

Stefan Dinga ha invece 47 anni e dalla Moldavia è immigrato in Italia per lavoro. Anche lui ha una protesi, ma alla gamba destra, come conseguenza di un incidente. Il tiro con l’arco, che pratica a livello amatoriale dal 2014, gli ha consentito di sviluppare nuove abilità.

L’ultimo in ordine di tempo a entrare nella squadra è Giuseppe Pantano, artigiano 42enne: nel marzo del 2015 un infortunio sul lavoro gli ha provocato dei postumi invalidanti che interessano la facoltà visiva dell’occhio destro. Fa tiro con l’arco dallo scorso ottobre e l’esperienza si sta dimostrando molto positiva.