Questa pagina è gestita, al fine di comunicare avvisi, iniziative e programmi dei singoli sport da Milani Melissa, Vicepresidente e Coordinatore regionale delle scuole e università

PROGETTO SCUOLE FISD-CIP

La FISD/CIP, Federazione Italiana Sport Disabili/Comitato Italiano Paralimpico, promuove, diffonde e disciplina, in modo specifico ed esclusivo l’Attività Sportiva dal livello Promozionale fino ai più alti risultati a livello internazionale degli atleti con disabilità fisica, visiva ed intellettiva-relazionale, per oltre 25 discipline sportive. Ora grazie alla legge dello Stato 189/03 collabora a tutti gli effetti con il CONI per l’attività Paralimpica ed ad Alto Livello.

FINALITA’ E FONDAMENTI DEL PROGETTO SCUOLE FISD/CIP

I ragazzi disabili sono ormai inseriti all’interno delle strutture scolastiche a partire dalle scuole materne fino ad arrivare alle scuole superiori.
Uno dei momenti fondamentali per la loro integrazione dovrebbero essere le ore di Educazione motoria/fisica: sono momenti in cui, attraverso una accurata programmazione delle attività ed una attenta analisi delle problematiche personali, dell’ inserimento, dell’eventuale disagio e delle risposte fornite dal gruppo classe, sarebbe possibile superare i limiti fisici e mentali che quotidianamente gravano sul disabile.
Il “Progetto scuole” nasce dall’idea di realizzare un momento di integrazione: il ragazzo disabile potrà sentirsi parte integrante del suo gruppo-classe e i compagni riusciranno a percepire la sua realtà calandosi concretamente nelle dinamiche dello sport che lui vuole o che può praticare . In questo modo saranno i ragazzi “normodotati” a scendere nella realtà del disabile imparando a conoscere e mettere in pratica le diverse abilità necessarie per fare sport assieme.
La Fisd-cip è l’unica federazione in grado di fornire tecnici specializzati nelle varie discipline sportive per atleti disabili sia fisici che mentali: attraverso corsi e aggiornamenti forma uno staff tecnico preparato sia dal punto di vista degli aspetti fisici che psicologici che riguardano il mondo del disabile.

L’importanza della motricità come strumento educativo ed evolutivo fa parte dei fondamenti psico-pedagogici su cui sono sorte le teorie psicomotorie. E’ possibile sviluppare e consolidare, partendo dall’ambito motorio, capacità cognitive fondamentali, non solo per gli apprendimenti scolastici ma per l’intero sviluppo della persona umana. La centralità del corpo e dei suoi linguaggi, nella relazione con l’altro, spesso rendono l’ambito motorio strumento privilegiato per l’attuazione del percorso educativo. Con il “Progetto scuole” si intende evidenziare l’importanza della motricità e dello sport nello sviluppo del comportamento e delle capacità cognitive del bambino e del ragazzo attraverso il linguaggio verbale, non verbale, ed il loro intreccio.
L’educazione fisica, l’attività motoria, i giochi e le attività ludiche mirate, l’avviamento alla pratica sportiva, come momento di conquista di autonomia personale (sia per il normodotato che per il disabile) sono strumenti educativi concreti.
Il supporto, sia in fase di programmazione che in quella di effettiva realizzazione pratica, di tecnici qualificati sia dal punto di vista medico che psicologico, garantisce all’Istituzione Scolastica l’avviarsi di un corretto processo educativo formativo che investe la persona disabile e quella normodotata nella loro globalità passando dal concetto di istruzione a quello di educazione.
Le finalità del progetto possono quindi essere riassunte in:
sport, educazione attraverso lo sport, integrazione attraverso lo sport.

MODALITA’ DI INTERVENTO

Il “Progetto Scuole Fisd/CIP” intende svilupparsi nell’ambito scolastico per fasce d’età. La scuola potrà richiedere pacchetti di 15 ore per bambino o ragazzo utilizzabili secondo tre differenti modalità:
· Ore di programmazione di attività scolastica in collaborazione con gli insegnanti
· Ore di intervento diretto frontale del tecnico Fisd/CIP
· Ore di programmazione abbinate ad ore di intervento frontale
Sarà possibile richiedere la collaborazione di tecnici qualificati in discipline sportive come l’atletica leggera, il nuoto, il judo, il tiro a segno e il tiro con l’arco, la scherma.
Per ogni ragazzo verrà studiato un percorso didattico finalizzato all’integrazione attraverso l’educazione fisico-motoria grazie ad una conoscenza dell’ attività sportiva secondo i regolamenti FISD/CIP cercando di far percepire come un approccio diverso allo sport significhi comunque imparare e praticare una vera disciplina sportiva.
Non è possibile, a priori, definire un percorso didattico standard anche differenziato per disciplina: data l’eterogeneità delle disabilità, e l’importante fattore psicologico che la circonda, tale percorso verrà valutato dopo che il tecnico di disciplina avrà preso contatto con l’insegnante e con il ragazzo inserito nel gruppo classe.
Per le scuole che lo richiederanno sarà possibile formare gruppi di lavoro con la presenza anche di uno psicologo esperto di sport e di disabilità.
Attraverso la disciplina sportiva scelta dall’insegnante e dal ragazzo e sulla quale il tecnico di disciplina, in collaborazione con la scuola, realizzerà un percorso didattico specifico per il ragazzo e per la sua classe sarà possibile integrare ulteriormente il ragazzo nella classe rendendolo parte attiva della lezione di educazione fisica e non più solo uno spettatore passivo della realtà dei compagni. Per ogni disciplina si realizzeranno, oltre che lo studio delle basi e dei fondamentali della disciplina stessa, anche piccole competizioni interne alla classe, secondo i regolamenti Fisd-Cip. Si proporranno quindi anche attività in cui i compagni normodotati dovranno “privarsi” di alcune loro capacità e cimentarsi in condizioni paritarie con il compagno disabile (es. se l’handicap fosse una emiplegia agli arti inferiori per cui il ragazzo si muove in carrozzina e la disciplina prescelta fosse l’atletica leggera, nello specifico i lanci, anche i compagni lanceranno da seduti, se la disciplina fosse la scherma anche i compagni tireranno da seduti).


SCUOLA DELL’INFANZIA


La scuola dell’infanzia si può considerare come la base ideale in cui gettare le radici per un processo di educazione-integrazione attraverso lo sport realizzabile in futuro.
Nella fascia d’età compresa fra i 3 e i 5 anni di fondamentale importanza sono le esperienze pratiche in cui i bambini possano sperimentare in prima persona. Per questo motivo si individuano come obiettivi principali:
- le capacità senso percettive: udito, tatto, olfatto, vista e i loro abbinamenti
- la percezione e la conoscenza del proprio corpo
- la percezione e la conoscenza del corpo altrui
- gli schemi motori di base
Partendo da tali obiettivi si svilupperanno, in base alle esigenze, percorsi didattici differenziati che potranno prevedere sia momenti di attività individuale con il bimbo disabile che momenti di attività integrata con la classe, se la situazione lo permetterà sarà possibile sviluppare tutta l’attività con il gruppo classe, oppure, su richiesta degli insegnanti, si effettueranno solo ore di programmazione e di confronto.
La scuola dell’infanzia e i primi anni della scuola elementare sono il momento più fertile per l’apprendimento e per lo sviluppo della propriocezione: curare inoltre gli aspetti interocettivi ed esterocettivi permette ai bambini di ampliare le loro capacità e le loro possibilità future, se questo risulta valido per un bimbo “normodotato” lo è sicuramente in modo più accentuato per un disabile.
Tutte le attività saranno realizzate in forma ludica, sfruttando metodi quali la libera esplorazione e la scoperta guidata. Si cercherà di introdurre tematiche correlate con la programmazione didattica presentando tutte le proposte come un gioco ed una grande scoperta che permetta una maggiore conoscenza e percezione di se.

SCUOLA ELEMENTARE


Partendo dai Programmi Ministeriali occorre tenere in considerazioni le finalità che la scuola elementare deve perseguire: la formazione dell’uomo e del cittadino e la formazione della personalità come condizione relazionale, comunicativa, espressiva, operativa. In questo ambito il “Progetto Scuole” si inserisce fornendo un valido aiuto agli insegnanti che potrebbero trovarsi in difficoltà nel gestire una classe in cui è inserito un bimbo disabile durante un’ora curricolare particolare come quella di Educazione Motoria.
Obiettivi programmatici principali sono:
- la percezione, la conoscenza e la coscienza del corpo
- la coordinazione oculo-manuale e segmentaria
- l’organizzazione spazio-temporale
- la coordinazione generale
Utilizzando tutte le metodologie di insegnamento (metodi induttivi e deduttivi) e senza allontanarsi dagli obiettivi previsti dai Programmi si passerà da attività più globali, sviluppate durante i primi anni di scuola, ad attività pre-sportive più specifiche da sviluppare durante la quarta e la quinta elementare.
Tali attività verranno scelte in accordo con gli insegnanti, valutando le possibilità e le problematiche del bimbo disabile inserito nel gruppo classe specifico, ed adattandosi alla programmazione curricolare: nei confronti della classe non occorrerà specificare che l’intervento del tecnico viene mirato all’integrazione del bambino disabile ma il tecnico stesso con professionalità realizzerà interventi mirati all’integrazione attraverso la disciplina sportiva prescelta secondo le possibilità del ragazzo.

SCUOLA MEDIA INFERIORE


Gli aspetti fondamentali dell’insegnamento dell’educazione fisica per quanto riguarda la scuola media inferiore sono: la coscienza della corporeità anche come mezzo espressivo nell’unità fondamentale della persona umana, l’ordinato sviluppo psicomotorio nel quadro del pieno sviluppo della personalità, la valorizzazione di un ambito privilegiato per lo svolgimento di esperienze formative di vita di gruppo e di partecipazione sociale. Tutti questi elementi sono riconducibili al “Progetto Scuole” Fisd-Cip: programmare e realizzare interventi mirati ad una disciplina sportiva praticabile da un ragazzo disabile in collaborazione con i compagni normodotati secondo le sue possibilità significa rendere cosciente il ragazzo della sua corporeità e di quella dei compagni, far esprimere il ragazzo disabile attraverso questa e quindi sviluppare la sua personalità e quella dei compagni rendendoli parte integrante di una diversa realtà. Per un processo efficace e mirato di questo tipo è evidente la necessità di tecnici qualificati che solo la Fisd-Cip può garantire.
Obiettivi programmatici da perseguire:
- il potenziamento fisiologico
- il consolidamento e il coordinamento degli schemi motori di base
- l’attività motoria come linguaggio
- l’attività in ambiente naturale
- l’avviamento alla pratica sportiva
Si cercheranno e valuteranno, in collaborazione con gli altri insegnanti, strade che conducano a nessi interdisciplinari.
Le attività proposte verranno quindi studiate ed adattate alla classe di riferimento e alla programmazione dell’insegnante di educazione fisica coinvolgendo e rendendo attore principale il ragazzo disabile.
I ragazzi in questo periodo della loro vita entrano nell’adolescenza: le attività che verranno proposte potrebbero lasciare spazio a molte discussioni e riflessioni che, se la scuola lo richiederà saranno coordinate, oltre che dagli insegnanti specifici della classe, da psicologi, che aiuteranno i ragazzi ad affrontare le problematiche emerse. Un supporto psicologico potrebbe essere fornito direttamente agli insegnati qualora venisse richiesto.

SCUOLA SUPERIORE


L’intervento all’interno di classi appartenenti alle scuole superiori riguarda la fascia d’età compresa fra i 14 e i 19 anni, periodo estremamente complesso ed articolato in cui i ragazzi affrontano importantissimi cambiamenti fisici e psicologici.
Le modificazioni morfologiche conseguenti alla crisi puberale, la necessità di maggiori competenze fisiche, motorie e psicologiche derivante da una diversa collocazione sociale fanno si che si richieda una verifica generale delle competenze motorie presenti in ogni ragazzo per un loro confronto con le esperienze che già fanno parte del vissuto percettivo motorio, ma anche per un loro avanzamento. In questo contesto si inserisce il “Progetto Scuole” Fisd-Cip: la pratica sportiva di diverse discipline contribuisce a questo confronto continuo che i ragazzi richiedono con se stessi, con le proprie possibilità e con i compagni e fornisce indirettamente alcune delle risposte. La ricerca di un equilibrio psico-fisico che aiuti a superare la fase critica in cui i ragazzi si trovano diviene una costante: proprio per questo la fase di programmazione degli interventi è importantissima e l’appoggio di uno psicologo può risultare essenziale per un corretto approccio alla situazione.
L’intervento nella scuola di tecnici Fisd-Cip qualificati permette di sviluppare lati dell’attività sportiva che altrimenti, probabilmente, andrebbero sottovalutati o persi: tutto questo permette al ragazzo disabile di inserirsi nel suo gruppo classe e di ricevere risposte adeguate alle proprie possibilità diventando parte attiva del contesto e non solo spettatore passivo. I compagni allo stesso tempo valuteranno una realtà diversa ma comunque possibile dove non è detto che riescano a primeggiare.
Il principio fondamentale che risulta dai Programmi Ministeriali è quello che l’Educazione fisica ha come funzione primaria di favorire l’inserimento nella società civile, in modo consapevole e nella pienezza dei propri mezzi. Con queste ultime parole si intende mezzi fisici, psichici, intellettivi ed espressivi: tutto questo riporta alle finalità di questo progetto “fare sport”, “educare attraverso lo sport”, “integrare attraverso lo sport”.
Gli obiettivi programmatici, dettati dai programmi, che verranno perseguiti sono:
- il potenziamento fisiologico
- la rielaborazione degli schemi motori
- il consolidamento del carattere, lo sviluppo della socialità e del senso civico
- la conoscenza e la pratica delle attività sportive
- le informazioni fondamentali sulla tutela della salute e sulla prevenzione degli infortuni
Nello sviluppo delle attività pratiche si darà maggiore risalto all’attività sportiva specifica: le discipline sportive verranno concordate con l’insegnante di Educazione Fisica e il ragazzo e realizzando un progetto individualizzato sul gruppo classe in cui è inserito il ragazzo disabile.

Elenco dei Rappresentanti delle scuole
 
Bernardi Fabio
E-mail: [email protected] - Rimini
Carla Occhionero
E-mail: [email protected] - Modena i
Daniela Billi
E-mail: [email protected] - Forlì-Cesenas
Diego Illari
E-mail: [email protected] - Parma
Prof.ssa Elisa Ferrari
E-mail: [email protected] - Piacenza

Frabetti Simona
E-mail: [email protected] - Ferrara

Ilaria Casadio
E-mail: [email protected] - Ravenna
Katia Boldrini
E-mail: [email protected] - Parma
Margini Andrea
E-mail: [email protected] - Reggio Emilia
Milani Melissa
E-mail: [email protected] - Bologna
Zecchi Armando
Tel. 339.5268428 - Ferrara
 
 


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